lunedì, 02 novembre 2009


immagine da Flickr- Paolo Motta

"scrivere sotto la sorveglianza del disastro"

Maurice Blanchot

 

 

Perche se abbiamo un debito lo abbiamo con le tue manie, con i tuoi capricci, lo abbiamo in quegli spazi dove non si celebra e dove per sempre in ogni primavera ti faremo gli auguri.

Se adesso parlare è più facile, sarà perchè abbiamo verso di te qualche responsabilità in meno." L'io è un altro" diceva Rimbaud che non amavi, ma chi come noi scrive per non smarrirsi nel mutamento, sa che chi ti abitava era una moltitudine responsabile verso le parole e verso la tragedia in cui le stesse trascinano.

 

un abbraccio Alda

by alessandro62 | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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venerdì, 23 ottobre 2009



espellere anticipazioni

la fenomenologia della scrittura è la storia di un ritardo

 

chi crede che la scrittura abbia un luogo la mette solo in scena

by alessandro62 | commenti (9) | commenti (9)(popup)
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mercoledì, 07 ottobre 2009

E allora è necessario che lo si torni a dire che del tu non sappiamo cosa farcene, che vive come un prodotto di una teologia, che vive perché l’essere si è interrotto e scivolato nell’anonimato esistenziale, perché questo è l’essere anonimi, non la mancanza del tu a cui rivolgersi, ma una mancanza voluta e per certi versi auspicata.

 

Tutta la poesia occidentale è solo il riflesso di un lutto, di una ricerca di un tu che non si trova, un tu a cui nessuno frega niente e che, qualora si trovasse, sarebbe imbarazzante.

 

Abbiamo il dovere di tenere presente che tra l’io e l’altro si nasconde la possibilità di svanire nel niente, che il tanto agognato riconoscimento è in realtà la scoperta di un fantasma che se anche simile a noi è pur sempre fantasma. Tu è solo un desiderio, un invito, un annuncio, l’esigenza di un congedo che arginiamo con l’impostura di un linguaggio.

 

Ogni io e ogni tu nascono come una figurazione, come forma di un dettato, ed è il "si pensa in me" quello che ha valore, “pensare attraverso i miei occhi” come sostiene Dedalus nell’Ulisse di Joyce, e allora basta col "dipingo solo tu", perché l’ultimo fondo dell’io è l’essere anonimo, il tragico spesso risiede nel crederlo un colloquio.

by alessandro62 | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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sabato, 03 ottobre 2009

Scambio di sms tra Alessandro e Furio, sabato 3 ottobre 2009


F: Le assenze sono nuvole oro in un cielo di certezze buchi neri tra più universi

 

A: La trascendenza è oltrepassare l accontentarsi abbracci

 

F: Trascendenza è tirare sciacquone passando da altra parte poi dipingere la propria assenza l essenza è nel transito

 

A: Ma perché cazzo dobbiamo sempre ricomporre il tutto stiamo nei dettagli che viviamo da dio.:)

 

F: Perché vivere senza dio impone di essere il caos che sconvolge i dettagli

 

A: Appunto una vera meraviglia il dettaglio vive per il tempo in cui lo si porta alla luce. .

 

F: Il  dettaglio vive per il tempo in cui il tutto vi si specchia io devo dipingere il tutto chi guarda vedrà il suo dettaglio

 

A: Lo appezzo mi sta pure bene ma io sono pezzi  di un vocabolario emotivo

 

F: Una sola emozione riempie infiniti vocabolari tu sei pezzi di universi muti in costante evoluzione
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giovedì, 01 ottobre 2009
Lo spazio letterario V



olio e acrilico su tela
by alessandro62 | commenti (2) | commenti (2)(popup)
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sabato, 26 settembre 2009
Elegie Duinesi VII



acrilico, sabbia e granito su tela
 
by alessandro62 | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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